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venerdì 23 settembre 2016
venerdì 20 maggio 2016
I GRUPPI DI MUTUO AUTO AIUTO
Sono Aprofessionali (meno burocratiche,
economiche, accessibili), orientati sui pari che vivono un bisogno o disagio e
si basano sulla responsabilità e partecipazione dei membri che sono al tempo
stesso prestatori e fruitori di cure.
L’OMS li
definisce i Self-help come l’insieme
di tutte le misure adottate da non professionisti per promuovere, mantenere o
recuperare la salute di una determinata comunità.
Katz e Bender, 1976, definiscono i self help come strutture
di piccolo gruppo a base volontaria finalizzate al mutuo aiuto e al
raggiungimento di scopi particolari.
- - Sono formati da pari che si uniscono per assicurarsi reciproca assistenza nel soddisfare bisogni comuni, per superare una disabilità o un problema comune o per impegnarsi in cambiamenti personali o sociali.
- - I promotori hanno la convinzione che i loro bisogni non possono essere soddisfatti dalle normali istituzioni.
- - Enfatizzano le relazioni sociali faccia a faccia e il senso di responsabilità personale dei membri.
- - Assicurano sostegno emotivo e assistenza materiale, in alcuni casi sono orientati a qualche “causa” proponendo ideologia o valori che conferiscono identità personale.
Per gli
autori citati i gruppi possono essere:
- Autocentrati ovvero focalizzati sugli interessi dei partecipanti (focalizzati sull’autorealizzazione e crescita personale)
- Eterocentrati con scopi generali più ampi (difesa sociale, lotta all’emarginazione, creare nuovi modelli di vita)
- Gruppi misti
Per Francescato e Putton (1995) possiamo
invece classificare i gruppi self help per caratteristiche dei problemi:
-
Controllo
del comportamento (AA)
-
Portatori
di disabilità o malattie croniche
-
Gruppi
di parenti di persone con problemi gravi (l’efficacia è nel sostegno emotivo,
informativo e strumentale)
-
Gruppi
di persone che attraversano un periodo di crisi (lutto) (l’efficacia è nel
sostegno sociale)
"L’intento
comune di tutti i gruppi di auto - aiuto è quello di trasformare coloro che
domandano aiuto in persone in grado di fornirlo" (Martini, Sequi, 1988 ), aumentando
la padronanza e il controllo sui problemi.
La persona
che aiuta aumenta il proprio senso di autocontrollo e competenza personale,
riceve riconoscimento, si sente meno dipendente, ha l’opportunità di “osservarsi”
dall’esterno e di apprendere avvertendo equilibrio tra dare e avere.
Novità
Stanno
nascendo dei gruppi di self-help via internet per dipendenti da internet, da
gioco o per problematiche legate al transessualismo o all’omosessualità.
martedì 22 marzo 2016
Ad ogni donna, oggi, é richiesto di possedere mille capacità, deve lavorare e curare il focolaio domestico, deve essere forte e gentile allo stesso tempo, crescere i figli e coltivare i propri interessi, deve rispondere alle continue richieste della società allontanandosi dalla reale natura e dai bisogni della propria anima.
Attraverso le storie narrate da Clarissa Pinkola Estes in “Donne che corrono coi lupi” sarà possibile in un contesto protetto e tutto femminile, raccontare e condividere i propri vissuti per riscoprire le radici della propria natura.
Obiettivi
Gli incontri si propongono di affrontare le questioni dell'anima femminile per conoscere la propria femminilità e migliorare il rapporto con se stesse. La donna, da sempre, sente in modo diverso dall'altro sesso, manifestando una sensibilità' che nella storia é stata domata, usata, manipolata e negata. Entrando in contatto con le proprie emozioni si riconquista una forza innata.
Metodologia
Incontri di gruppo in cui, attraverso l’utilizzo della lettura del libro, della musica e del movimento corporeo, le partecipanti potranno entrare in contatto con se stesse e potenziare le proprie risorse personali.
Attraverso le storie narrate da Clarissa Pinkola Estes in “Donne che corrono coi lupi” sarà possibile in un contesto protetto e tutto femminile, raccontare e condividere i propri vissuti per riscoprire le radici della propria natura.
ObiettiviGli incontri si propongono di affrontare le questioni dell'anima femminile per conoscere la propria femminilità e migliorare il rapporto con se stesse. La donna, da sempre, sente in modo diverso dall'altro sesso, manifestando una sensibilità' che nella storia é stata domata, usata, manipolata e negata. Entrando in contatto con le proprie emozioni si riconquista una forza innata.
Metodologia
Incontri di gruppo in cui, attraverso l’utilizzo della lettura del libro, della musica e del movimento corporeo, le partecipanti potranno entrare in contatto con se stesse e potenziare le proprie risorse personali.
Partecipanti
Donne desiderose di essere attive e coscienti nel Divenire del proprio Essere. Essere libere dagli stereotipi di sottomissione che hanno dominato per secoli.
Quando
Il gruppo si incontra di solito la domenica mattina alle ore 10.00-11.30 con cadenza mensile.
Gli incontri saranno condotti dalla Psicoterapeuta Dott.ssa Veronica Dell’Oste.
Il costo a partecipante sarà di 15 euro per il gruppo d'incontro.
Dove
Presso il centro Erba Sacra di Fiumicino in Via Passo Buole 117 Fiumicino
Informazioni e Prenotazioni

Donne desiderose di essere attive e coscienti nel Divenire del proprio Essere. Essere libere dagli stereotipi di sottomissione che hanno dominato per secoli.
Quando
Il gruppo si incontra di solito la domenica mattina alle ore 10.00-11.30 con cadenza mensile.
Gli incontri saranno condotti dalla Psicoterapeuta Dott.ssa Veronica Dell’Oste.
Il costo a partecipante sarà di 15 euro per il gruppo d'incontro.
Dove
Presso il centro Erba Sacra di Fiumicino in Via Passo Buole 117 Fiumicino
Informazioni e Prenotazioni

Contattatemi tramite il form, email veronicadelloste@gmail.com oppure 3286389760
lunedì 14 marzo 2016
IL MODELLO UMANISTICO DI ROGERS
Si può utilizzare il modello di Carl Rogers soprattutto
nella prima fase di accoglienza del paziente. La Psicologia umanistica riflette
la cultura statunitense dell’individualismo e del pragmatismo. Carl Rogers
(1902-1987) fu il fondatore di questa tradizione metodologica, dissociandosi
dai due approcci prevalenti del tempo: la psicoanalisi e l’approccio
comportamentista poiché riteneva che non rispettassero l’unicità del paziente. Rogers sviluppo’ una forma di Counseling non direttivo, definito Approccio Centrato sulla Persona, spostando il focus su come l’individuo si trasformi nel
suo percorso di crescita personale verso una crescita ottimale. L’aspetto
maggiormente riconosciuto sta nell'enfasi sulla relazione terapeutica quale
elemento curativo. Per modificare la personalità sono tre gli elementi più
importanti: genuità o congruenza, comprensione empatica e accettazione positiva
incondizionata che porta il cliente al cambiamento. La strategia primaria è
l’ascolto empatico che mette in gioco la capacità di chiarire e riflettere i
sentimenti del paziente, così da restituire l’accettazione incondizionata. La
congruenza del terapeuta permette al paziente di stare in un stato non dominato dall'ansia.
Con il tempo l’accettazione incondizionata da parte del terapeuta
permette al cliente di vedere il proprio sé attraverso la condivisione senza
giudizio dei sentimenti e dei pensieri, al di fuori del giudizio
giusto-sbagliato.
L'APPROCCIO STRATEGICO INTEGRATO
IL MIO MODELLO
La terapia strategica integrata nasce negli anni '90 e viene ufficializzata nel 2003 con la nascita della Scuola di Psicoterapia Strategica Integrata di Roma.
La terapia strategica integrata nasce negli anni '90 e viene ufficializzata nel 2003 con la nascita della Scuola di Psicoterapia Strategica Integrata di Roma.
La terapia breve strategica si caratterizza dal fatto che il
terapeuta, durante i suoi interventi, si assume la responsabilità di influenzare
attivamente e in modo diretto il comportamento del paziente (Haley,1963).
Il
terapeuta, nelle prime fasi, è orientato all’estinzione del sintomo e alla
risoluzione del problema.
Il paziente partecipa insieme al paziente nel
processo di cambiamento.
soprattutto
- nell'utilizzo di un modello non patologico inteso come
non etichettamento del paziente in una categoria diagnostica. Categorizzare il
paziente in una classificazione diagnostica non è d’aiuto alla relazione, non ci permette di comprendere la complessità e la realtà del paziente
e inoltre non aiuta la persona ad uscire fuori da quella descrizione di sé.
- Valorizzazione delle risorse della persona.
- - Utilizzazione di ogni esperienza portata in terapia
dal paziente.
- - Impegno del paziente a rendersi attivo fuori
dall’orario delle sedute attraverso esercizi e prescrizioni.
- - Intervento pianificato e personalizzato per ciascun
paziente.
Secondo il modello strategico il problema portato dal paziente può essere sintetizzato in tre punti:
-
La permanenza di un problema nella vita attuale di
un paziente è sostenuta da comportamenti presenti e attivi nel contesto in cui
egli vive;
-
Questi comportamenti coincidono spesso con le
soluzioni tentate dal paziente- e/o dalle persone con le quali intrattiene
rapporti significativi- per risolvere il suo problema;
-
L’obiettivo del cambiamento sono le soluzioni tentate (Watzlawick et al.
1974).
Nelle successive formulazione si aggiungono altre fasi che
guidano il processo terapeutico al problem solving strategico.
mercoledì 2 marzo 2016
domenica 26 aprile 2015
NON RIESCO A SMETTERE DI GIOCARE
Questo seminario è aperto a tutte le persone interessate ad informarsi sul meccanismo della dipendenza da gioco. Il mercato dei "giochi d'azzardo" sta presentando in Italia un ampia e crescente offerta di giochi, di diverse modalità, di maggiori occasioni e luoghi per giocare. Tale aumento dell'offerta ha evidenziato un notevole aumento della dipendenza da gioco d'azzardo, quel meccanismo di fronte cui la persona non riesce a smettere di giocare mettendo in serie rischio la sua qualità di vita.
Il gioco d'azzardo rappresenterebbe per molte persone un "mondo altro e parallelo" in contrapposizione, e in alternativa, ad un mondo apparentemente governato da razionalità e da calcolo. Un mondo "altro" che permette di vivere un'avventura, una sfida o di sperare in un magico cambiamento della propria vita. Ma giocare d'azzardo è anche per molti una possibilità per riempire momenti di noia, di mancanza di senso, di depressione e di insoddisfazione.
L'oggetto della dipendenza in questo caso è rappresentato da condotte che sembrano normali o quotidiane ma che, in realtà, sfociano nella vera e propria patologia.
Il seminario si propone di informare su questa nuova patologia illustrandone rischi e possibilità di cambiamento.
Il seminario, promosso dalla Pro Loco di Fiumicino e dall'AssociazionePianeta Psicologia è aperto a tutti e sarà tenuto dalla Psicologa-Dott.ssa Veronica Dell'Oste.
Il contributo a partecipante è di 5 Euro
Dove
Aula Congressuale di Villa Guglielmi di Fiumicino (Via della Scafa)
Quando
9 Maggio 2015 ore 16.00
Per informazioni e prenotazioni contattare:
Dott.ssa Veronica Dell'Oste
tel. 3286389760
veronicadelloste@gmail.com
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